Bruno SeveriniFotografie

Bruno Severini · Portfolio

Ogni volto,
una storia.

Fotografie di persone, dettagli e istanti.
Una selezione di immagini da guardare con calma.

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Ritratto in bianco e nero di una donna di profilo con una mano tra i capelli
Ritratti — Bruno Severini01 / Portfolio
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01 / Fotografie

Scatti scelti.

Persone, luce, incontri.
Il racconto passa dalle immagini.

02 / Il fotografo

L’occhio custode.
L’arte del racconto visivo.

Dal ritratto alla memoria di una comunità.

Un ritratto in bianco e nero dal portfolio di Bruno Severini
La sensibilità del ritratto · Dal portfolio

La mia passione per la fotografia nasce a quindici anni, con una macchina fotografica regalata dal mio amico Alberto Giuliodori. Da quella prima scintilla prende forma un percorso dedicato alle persone, all’arte e alla memoria del territorio osimano.

Ho raccontato la vita istituzionale e culturale di Osimo, fotografando incontri, spettacoli, opere d’arte e paesaggi. Il filo che unisce questi sguardi è l’attenzione all’umanità di ogni soggetto.

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Dall’archivio personale

Tre incontri con i Papi.

Durante i servizi fotografici
per il Comune di Osimo.

Un ritratto d’autore

Bruno Severini.
L’occhio custode e l’arte
del racconto visivo.

Recensione di
S. Palombarani

Una vita dietro l’obiettivo, tra la storia di Osimo, i suoi protagonisti e la bellezza del territorio.

01 Le radici di una passione

Ci sono regali capaci di cambiare il corso di una vita. Per Bruno Severini, quella svolta arriva all’età di quindici anni grazie a un gesto di profonda amicizia: il suo caro amico Alberto Giuliodori gli regala la sua prima, indimenticata macchina fotografica. È in quel preciso momento che scatta la scintilla.

Quello che era nato come il gioco e l’entusiasmo di un adolescente si trasforma, anno dopo anno, in un’esigenza interiore e in un linguaggio espressivo unico. Da allora, lo sguardo di Severini non si è più separato dall’obiettivo, diventando uno dei testimoni visivi più acuti, sensibili e continui del territorio osimano.

02 Il volto istituzionale, oltre i colori politici

Personaggio poliedrico e profondamente radicato nel tessuto sociale della sua città, Severini incarna un’istituzione dentro le istituzioni. Per anni stimato punto di riferimento alla guida dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Osimo, ha saputo unire l’ascolto quotidiano del cittadino a un ruolo di eccezionale responsabilità visiva.

La misura del suo valore professionale e della sua totale imparzialità è scritta nei numeri: Severini è stato il fotografo ufficiale di ben 12 amministrazioni comunali, accompagnando il mandato di 10 sindaci di ogni estrazione e provenienza politica. Una continuità eccezionale che dimostra come il suo obiettivo sia stato riconosciuto da tutti come garanzia di memoria, rigore e alta professionalità, un punto fermo e super partes nel comporsi della storia locale.

03 Un archivio di incontri storici

Proprio questa veste di custode visivo ufficiale gli ha permesso di trovarsi a tu per tu con la grande storia e con i protagonisti del panorama globale, istituzionale e dello spettacolo. Dietro il suo obiettivo sono passati i destini del Paese e della spiritualità mondiale. Severini ha avuto il privilegio di documentare gli incontri e i passaggi osimani di tre Pontefici: Giovanni Paolo II, Papa Francesco e Leone XIV.

Con la stessa prontezza, ha immortalato momenti storici indelebili per la città, confluiti poi nel volume fotografico dedicato all’arrivo a Osimo del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, oltre a innumerevoli figure della politica nazionale e internazionale.

Ma l’archivio di Severini è anche un palcoscenico vibrante di note e di grande cinema. Nel corso delle stagioni culturali e dei grandi eventi del territorio, ha catturato l’anima e il carisma di giganti della musica italiana: dalle storiche improvvisazioni di Renzo Arbore ai ritratti intimi di Ron, Jimmy Fontana, Little Tony e Pierangelo Bertoli; dall’intensità di icone come Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni e Roberto Vecchioni fino ai volti della contemporaneità pop e dello spettacolo come Fiorello, Marco Mengoni e i The Kolors.

Davanti al suo “occhio discreto” hanno sfilato anche i mostri sacri del grande schermo, da Gigi Proietti a Sergio Castellitto e Ornella Muti, regalando ogni volta scatti rubati in cui l’umanità del personaggio supera la maschera della celebrità.

Eppure, tra i mille volti noti incrociati in carriera, c’è un ricordo speciale che Severini custodisce con una tenerezza del tutto particolare. Fu l’incontro ravvicinato, quasi familiare, con un mito intramontabile dello sport e del coraggio italiano: Gino Bartali. L’occasione si presentò durante una tappa del Giro d’Italia, in cui il leggendario corridore toscano ricopriva il ruolo di presidente di commissione.

Di quella giornata memorabile, Severini non ricorda solo la caratura del personaggio, ma la straordinaria umanità di un momento condiviso: una colazione seduti allo stesso tavolo, un frammento di normalità e confidenza con un gigante della storia che resta impresso nel cuore prima ancora che sulla pellicola.

04 L’occhio dell’arte: mostre e monografie

La caratura tecnica e la sensibilità estetica di Severini lo hanno reso negli anni un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico marchigiano. La sua firma è legata indissolubilmente ai prestigiosi cataloghi d’arte delle grandi mostre osimane curate da Vittorio Sgarbi, tra cui le celebri esposizioni “Il Barocco nelle Marche. Da Rubens” e “Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi”.

Con la stessa cura e acume visivo, Severini ha tradotto in immagini le opere e la poetica di grandi maestri, firmando i cataloghi delle mostre dedicate a Ulderico Montefiore, a Giambattista Gallo e alla storica famiglia di artisti osimani, i Cappannari.

Il suo talento ha varcato i confini locali per mettersi al servizio della ricerca accademica internazionale e della divulgazione di pregio. Ha collaborato a importanti volumi d’arte, come il saggio di una ricercatrice francese incentrato sulle opere del Semolei (Battista Franco) o gli studi storici dedicati ai capolavori di Pietro di Domenico da Montepulciano.

Al contempo, continua a raccontare la bellezza dei territori collaborando con testate giornalistiche locali e con autorevoli riviste di viaggi nazionali, portando gli scorci più suggestivi d’Italia all’attenzione del grande pubblico.

05 Il movimento e la poetica dello scatto

La curiosità artistica di Severini non si ferma alla staticità dei beni culturali o dei paesaggi; si estende con forza alle arti performative e alle contaminazioni creative. Ne è una prova tangibile la mostra “Foto Live Dance”, un progetto nato dalla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Macerata. In questa esposizione, Severini ha saputo catturare la fluidità, la fatica e la grazia del corpo in movimento, dimostrando una straordinaria padronanza nell’intercettare l’attimo fuggente della danza.

Non mancano nella sua produzione la ritrattistica e la street photography, ambiti in cui Severini cattura “l’istante d’infinito” nei volti della gente comune, dei musicisti e dei passanti, regalando a Osimo un archivio visivo contemporaneo di inestimabile valore storico.

Che si tratti delle geometrie di un corpo che balla, del maestoso profilo del Santuario di Campocavallo, di uno scorcio rubato tra i vicoli del centro o dei paesaggi marini della Riviera del Conero, come lo scatto iconico delle Due Sorelle, il suo obiettivo restituisce sempre un profondo senso di luce, pulizia formale e rispetto per il soggetto.

Attraverso il suo costante lavoro, Bruno Severini continua a dimostrare come la macchina fotografica non sia solo uno strumento di registrazione, ma un mezzo per “respirare un po’ il cuore e assaporarsi l’anima” di una comunità intera.

“Respirare un po’ il cuore e assaporarsi l’anima” di una comunità intera.Dalla recensione di S. Palombarani

03 / Pubblicazioni

Oltre lo scatto.

Fotografia d’arte.
Ricerca e pubblicazioni.

Il Polittico dei Semolei

Un lavoro fotografico sulle opere conservate nel Museo Diocesano di Osimo, realizzato in collaborazione con uno staff estero di studio culturale.

I bozzetti conservati al Louvre di Parigi sono messi a confronto con le fotografie delle opere di Osimo commissionate per l’articolo.

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04 / Contatti

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